LUISA BERNASCONE DIETRO LE QUINTE DELL’ALTA MODA | Dicono di Noi – Settimanale F

NEL SUO ATELIER PRENDONO FORMA I CAPOLAVORI DA TAPPETO ROSSO: «SENZA DI NOI, LA MAGIA NON VA IN SCENA»

Lei crea abiti di alta moda per le grandi Maison. Come ha cominciato?
Fin da piccola sapevo che era la mia strada. Per mia madre, torinese,
la massima ambizione per me era che diventassi segretaria
di un alto dirigente Fiat. Mi sono ribellata. Ho iniziato nel Gruppo
Finanziario Tessile, che gestiva le licenze delle seconde linee dei
grandi brand. Poi ho lavorato come modellista per la linea prêt-àporter
di Valentino e, a Milano, per Emanuel Ungaro.

E poi cos’è successo?
Sono ambiziosa. Dopo varie esperienze di alto livello, nel 2004
ho rilevato un piccolo laboratorio di produzione con sette persone.
In cinque anni ho acquistato un terreno e costruito la sede, trasferendo
lì tutto ciò che avevo imparato. Oggi a Dorafalù lavorano circa
40 professioniste: un universo al femminile che si occupa di tutto,
dai modelli ai prototipi fino alla produzione di abiti haute couture
e prêt-à-porter.

Cosa fa di preciso Dorafalù?
Lavoriamo dietro le quinte della moda, siamo una filiera invisibile
ma fondamentale. Se uno stilista ci porta un disegno, il nostro compito
è renderlo concreto e aggiungere valore. Accanto ai brand esiste infatti
una progettualità fatta di sarte, modelliste, tecnici: senza di noi, la
magia non può andare in scena.

Cosa la preoccupa?
Ho visto brand nascere e crollare: è ciclico e non mi spaventa più. Mi
colpisce la scarsa riconoscenza verso la professionalità, specie quando non
sei un marchio noto. Ma il nome sulla porta conta poco se non lasci un segno
concreto. Ai giovani spiego che non basta dire «lavoro per X». Costruite la
vostra professionalità e credibilità: vi accompagneranno per tutta la vita.

di Diana de Marsanich

Dorafallù con Luisa Bernascone - Settimanale F
Dorafallù con Luisa Bernascone – Settimanale F
Dorafallù con Luisa Bernascone - Settimanale F
Dorafallù con Luisa Bernascone – Settimanale F